Picasso, la pace in Costa Azzurra

di Leonardo Felician
Aprile 3, 2019

Fra Antibes, Golfe-Juan, Vallauris e Mougins

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Gli ultimi anni di Picasso hanno lasciato un’impronta indelebile in Costa Azzurra, tra Antibes, Golfe-Juan, Vallauris e Mougins, paese quest’ultimo dove è morto nel 1973. Fu visitando la mostra dei vasai di Vallauris nel 1947 che l’artista spagnolo si appassionò della ceramica e della linoleografia, cui dedicò anni del suo lavoro in questo periodo francese.

 

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Segnato dalle esperienze della guerra civile spagnola degli anno ’30, Picasso era un convinto pacifista: Guernica, forse il suo quadro più famoso che si può vedere a Madrid è una vibrante denuncia delle atrocità della guerra. Dopo la guerra civile spagnola e dopo la seconda guerra mondiale, nel 1951 l’atmosfera era ancora tesa a causa della guerra di Corea. Durante il banchetto per il suo 70esimo compleanno che si teneva nella navata della piccola cappella del castello di Vallauris, Picasso ebbe un’idea: chiese di affrescare la volta a botte dell’antico santuario abbandonato per trasformarlo in un Tempio della Pace. Oltre alla sua convinta battaglia di pacifista, giocava in questa richiesta anche l’emulazione con altri pittori dell’epoca che proprio in quegli stessi anni avevano realizzato o stavano realizzando opere che avrebbero lasciato una impronta indelebile in Costa Azzurra. Oggi infatti in pochi chilometri si possono vedere grandi testimonianze artistiche come il museo nazionale Fernand Léger di Biot, il museo del messaggio biblico di Marc Chagall di Nizza e la cappella di Jean Cocteu a Villefranche-sur-Mer.

 

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Dipinto nel suo laboratorio su tavole di isorel che si potevano incurvare per adattarsi alla superficie, l’affresco ‘La Guerra e la Pace’ è la più grande opera dipinta da Picasso e una forte testimonianza del suo continuo impegno per la pace. Donata allo stato francese e installata nel 1954 l‘opera, complessa e articolata, emoziona per il forte grido che emana nonché per la qualità della realizzazione. La si visita nel Museo Nazionale Picasso dentro al Castello di Vallauris che racchiude tre musei in uno: salita la scala rinascimentale del palazzo si visita anche un piccolo, ma ricco Museo della Ceramica, nonché il museo dedicato alle opere di Alberto Magnelli, pittore fiorentino contemporaneo di Picasso, pioniere dell’arte astratta, che abitò a Grasse dal 1940 al 1970. La vedova donò una quantità di opere a Vallauris permettendola costituzione del museo.

 

 

Infine proprio per impulso di Picasso e per onorare la tradizione e il savoir faire di questo paesino nell’entroterra tra Antibes e Cannes, dal 1966 si tiene a Vallauris un concorso trasformatosi negli anni in Biennale Internazionale della Ceramica d’Arte. Si tiene negli anni dispari e la 25esima edizione si aprirà quest’anno il prossimo 13 luglio.

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