Aleksandra Mate Vekić , regina dell'olio Istriano

di Giuseppe Casagrande
Ott. 23, 2019

Quattro i gioielli firmati dalla vulcanica imprenditrice croata: "Trasparenza Marina”, “Timbro Istriano”, “Bianca Bellezza” e “Professional Blend". Sono prodotti nel frantoio Mate di Salvore (a due passi dal ristorante Pergola di Fabrizio Veznaver) con olive provenienti da oltre 30 mila piante coltivate tra Karigador e Zambratija. La consulenza tecnica è affidata ad un agronomo nonché esperto frantoiano toscano: Gianluca Grandis

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Nei giorni scorsi, in occasione della tradizionale festa autunnale dedicata all'olio istriano, evento che Aleksandra Vekić, lungimirante nonché pionieristica imprenditrice croata, organizza ogni anno nella tenuta-frantoio Mate di Salvore Zambrattia, sono tornato assieme all'amico Maurizio Potocnik, editore della Guida "Best Gourmet of Alpe Adria",  nell'amata Istria anche per salutare con l'occasione alcuni vecchi amici.

 

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Frequento l'Istria da oltre 50 anni e in questo arco di tempo ho avuto la possiblità di toccare con mano, anno dopo anno, gli enormi progressi compiuti sia in campo turistico che nel rilancio dell'agricoltura di nicchia: settori dell'olio e del vino in particolare.

 

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E quando si parla di olio non posso non citare la regina del settore, Aleksandra Vekic, la cui visione imprenditoriale ha consentito all'olio istriano di tornare ai fasti del passato. Un passato glorioso come ci ricordano Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia, che paragonava l'olio istriano, in termini di eccellenza qualitativa, alla Betica (l'odierna Andalusia) e il poeta spagnolo Marziale che eguagliava la fertile Cordova all’olio contenuto nelle anfore istriane: "O Cordova, tu che sei più fertile dell’untuoso Venafro e perfetta quanto l’olio d’Istria".

 

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Basti aggiungere che sotto il dominio della Serenissima Repubblica di Venezia, l’olio istriano costituiva la primaria fonte di introiti per il governo dei Dogi, che imponevano ingenti gabelle. Quanto ai numeri, invece, è da dire che allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, Cesare Battisti attestava la presenza in Istria di 730 mila piante di olivo che arrivavano a un milione e 670 mila, comprendendo anche il territorio di Trieste e le isole del Quarnero, per complessivi 182 frantoi in attività.

 

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Oggi i nuovi impianti si stanno moltiplicando e così pure i frantoi. Uno dei più famosi è il modernissimo Oleificio Mate di Aleksandra Vekic, donna di grande energia e carattere, un vulcano di idee e di iniziative. Quattro i gioielli firmati Mate: "Trasparenza Marina>, <Timbro Istriano>, <Bianca Bellezza> e <Professional Blend". Sono prodotti nel frantoio di Zambrattia (a due passi dal ristorante Pergola di Fabrizio Veznaver) con olive provenienti esclusivamente da oltre 30 mila piante coltivate tra Karigador e Zambratija. La consulenza tecnica è affidata ad un agronomo nonché esperto frantoiano toscano: Gianluca Grandis.

 

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Con i suoi extravergine Aleksandra ha varcato i confini della Croazia e oggi si sta imponendo sui mercati internazionali facendo man bassa di trofei e riconoscimenti. Successi meritatissimi che oggi vedono l'olio Mate primeggiare nell’Olimpo dei migliori oli del mondo. Che altro aggiungere? Chapeau alla regina dell'olio istriano. 

 

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Nelle foto di Ugo Bellò alcune immagini della Festa dedicata all'olio istriano -  Aleksandra Vekic con lo chef stellato Tomaz Kavcic e con il consulente toscano Grandis - Giuseppe Casagrande accanto Maurizio Potocnik e Anna Maria Grazi von Graz