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La Posa degli Agri

di Valentina Gallimberti Ballarin
Nov. 10, 2017

Elegante resort e ristorante di campagna 

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Il progetto nel suo insieme è ambizioso. Creare un resort di ottima caratura in mezzo alle campagne padovane di un piccolo comune come quello di Polverara, partendo dal valore della sua cucina e dall'eterno piacere che un buon cuoco sa stimolare in ogni commensale che siede ai tavoli del ristorante servito dai suoi fuochi. Meglio ancora poi se in sala ci sono altrettanti alfieri, capitanati dal direttore Giovanni, che riescono a mettere a proprio agio anche l'ospite più navigato. E più ancora, infine, se dopo aver soddisfatto il palato, l'ospite può anche scegliere di posare le proprie membra in un'accogliente e linda camera nella quiete rilassante di una campagna che si trasforma in dinamica città in quei soli pochi chilometri che la separano dall'urbe patavina. Questa, in quattro o cinque righe, la missione che si sono dati alla Service Key s.r.l, quando, da poco più di un anno, hanno ristrutturato con sagacia imprenditoriale, tipica del Nordest, l'antica struttura rurale, facendola diventare La Posa degli Agri.

 

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“Un’officina di idee, in continuo cambiamento, alla rincorsa delle nostre e vostre passioni - recita la stessa pagina internet di apertura de La Posa degli Agri - ... un luogo da scoprire, nelle tante sfaccettature che sa offrire. Un ristorante immerso nel verde del paesaggio rurale veneto, un resort di campagna in un’atmosfera calda, venata di legno grezzo ed impastata di terra, per rigenerare corpo e mente. E qui accogliamo i nostri ospiti, facciamo scoprire la terra ai viaggiatori, nutriamo la curiosità dei sensi.”

 

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Soprattutto, aggiungo io, da canuto merlo che già sorvolava queste campagne quando le strade bianche tagliavano con il loro candore la verde campagna, se i sensi rimangono appagati a cominciare da quelli del gusto. E questo perché Andrea Bozzato, cuoco esecutivo del ristorante del resort La Posa degli Agri , pur se giovane ha già imparato buona parte della strada che serve per capire che il gusto si forma con gli occhi e con il naso, oltre che con le papille di lingua e palato. I suoi piatti lo dichiarano, come pure lo dichiara la sua passione per ingredienti che provengono dalla terra o dal non lontano mare Adriatico, seguendo il flusso delle stagioni e le offerte di piccoli produttori locali. Una miscellanea che Andrea Bozzato traduce in una cucina tutta sua e personale che affonda le radici nella semplicità territoriale.

 

 

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Trasformandola così in una cucina decisamente proiettata verso riconoscimenti degni di blasone e ricca di ottimi spunti creativi. Nonostante qualche piccola e del tutto veniale sbavatura che compare qua e la ma senza offuscare una mano felice e intuitiva. Dita che sanno raccogliere gli elementi che dopo essere stati elaborati, cotti o acconciati in forma di appetitosa crudità, sfilano in passerella sui piatti. Come abiti creati con tessuti ricercati e per questo, preziosi ma non ridondanti di gratuite leziosità. Insomma una miscellanea di attento buongusto per il bello oltre che per il buono. Due note che non sempre possono essere suonate solo con la carta della spontanea genialità. Quanto, piuttosto, con lo studio, la ricerca e la passione per l'arte dei fornelli. Come del resto ha raccontato lo stesso Bozzato all'umano redattore, suo ospite, che anche questa volta ho accompagnato volentieri. Rimanendomene come di consueto a zampettare sotto i tavoli per diventare io stesso raccoglitore di umori e sensazioni di voi umani quando vi sedete ai tavoli di luoghi come le sale da pranzo della Posa degli Agri.

 

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Io, pennuto merlo, a far da testimone ai commenti che nel caso dell'umano redattore hanno accompagnato favorevolmente l'intero menù iniziato con l'originale benvenuto dove ha brillato una foglia di verza essiccata fra altretanto godibili sfiziosità accompagnate da tanto di consommé vegetale per riscaldare l'animo e preparare il palato al tramezzino di baccalà, spezie e cipolla carammellata; al crudo di asino salsa alle erbe e sesamo; ai tortelli al germano reale e di rapa alla mandorla, cicoria e zabaione salato; al risotto di gò, vongole affumicate e gamberetti di laguna; questi ultimi forse fin troppo abbondanti pur essendo l'elemento fritto e croccante scelto da Andrea per l'effetto “cruch” del piatto; gnocchi al cucchiaio di rapa rossa blu di bagnoli radicchio e radici; folpi in casso pipa; agnello scamorza affumicata carciofi e riduzione di pera; petto d'anatra laccata lasagnetta dell'orto e uva fragola.Degna, a sentire l'umano redattore, di uno chef della Gault&Millau o della Michelin. Che evidentemente deve ancora scoprire questo ristorante dell'altrettanto interessante resort di campagna che val bene considerato come meta ideale per un viaggio alla scoperta di un mondo di provincia, padovana e veneta, che si colloca a qualche manciata di chilometri dalla città degli Scrovegni di Giotto, dalla Vicenza del Palladio, dalla lirica e ormai internazionale Verona, della gioiosa e amorosa Treviso, dalla Serenissima Venezia, della montanara Belluno, dalla placida e rurale Rovigo e, non ultima, dalla vicinissima e imperdibile Volparo.

 

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Frazione del confinante territorio comunale di Legnaro, dove ha sede l'Agripolis patavina e pure il centro europeo più importante di ricerca zooprofilattica. E' qui, infatti, che si trova avvolta nel piccolo scrigno della chiesetta dedicata a Santa Maria Assunta, uno degli affreschi trecenteschi più originali al mondo. Antiche pitture, fortunatamente recuperate e restaurate in parti significative, dove sembianze e colori dal gusto unico, raccontano, in poco più di una sola decina di metri, il ciclo intero della vita di Maria e suo figlio Gesù. Mirabili disegni per esecuzione e rapporti spazio-dimensionali non disgiunti da quelli che dovevano essere stati i colori e le forme, quasi sicuramente ideate da maestro di scuola giottesca vista la genia dei committenti d'allora, che oggi riposano nelle urne della basilica dedicata al Santo senza nome. Dopo aver abitato per qualche generazione nella quiete rilassante della ristoratrice campagna alle porte di Padova.

Web page: La Posa degli Agri

 

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