Trentino-Alto-Adige

Il Mitico Imperial Di Merano

di Giuseppe Casagrande
Giugno 14, 2015

Il mitico Imperial di Merano ,Ricca di fascino la storia del caffè meranese trasformato in hotel dagli Strohmer, Merkel, trentino alto adige

Arte, design, ospitalità e haute cuisine si fondono in maniera mirabile

Franz Kafka, Rainer Maria Rilke, Ezra Pound, Peggy Guggenheim per non parlare della principessa Sissi. Sono tutti personaggi che hanno soggiornato a Merano e che amavano l’«Imperial», il mitico caffè-salotto in stile viennese che si affaccia su Corso della Libertà, oggi trasformato in hotel esclusivo in cui arte, design e ospitalità si sposano in maniera armonica. Una vera e propria istituzione per la città del Passirio, che nel corso della sua esistenza ultracentenaria si è adattato ai cambiamenti storici, politici e culturali mantenendo inalterata la sua particolare atmosfera e il suo leggendario fascino.
La sua storia è ricca di aneddoti. Costruito nel 1899 come sede di una confetteria con annesso negozio di specialità gastronomiche, l’edificio in stile liberty, dopo aver ospitato per un breve periodo l’Imperial Regia Banca del Tirolo e del Vorarlberg, divenne sede del Caffè Westminster, nume tutelare Josef Schlechtleitner che arredò la sala da the secondo il gusto dell’epoca con mobili in stile viennese e decorazioni con motivi di caccia. A proposito di the, si racconta che il proprietario inviò a Londra un campione d’acqua affinchè venisse scelta e spedita a Merano la varietà di the ideale.
Il Westminster divenne ben presto il «salotto» della città dove ogni sera veniva eseguita musica dal vivo al pianoforte.

Arte, design, ospitalità e haute cuisine si fondono in maniera mirabile

Nel cuore della cittadina imperiale

Punto d’incontro per l’alta borghesia internazionale (Merano ai tempi dell’Impero era, anche grazie al clima, città di cura e soggiorno per antonomasia) lo storico caffè superò quasi indenne la seconda guerra mondiale e durante il fascismo perse solo il suo nome che, in quanto inglese, non era ben accetto al regime. E così l’ingegnoso Josef Schlechtleitner ribattezzò il Caffè Westminster in «Imperial» pensando al leggendario omonimo caffè viennese.
Ristrutturato nel 1971, l’antico caffè divenne un locale di tendenza fino al 2009 quando Alfred Strohmer, figlio di una storica famiglia di albergatori meranesi, affascinato dalla storia del locale, lo acquistò trasformandolo in «Imperial Art», struttura alberghiera in cui ospitalità, arte e «haute cuisine» si incontrano e si fondono mirabilmente.

L’intenzione di Alfred Strohmer era, in origine, molto più modesta: rimodernare l’edificio utilizzando le stanze situate sopra lo storico caffè come dependance dell’Hotel Europa Splendid, pure di proprietà della famiglia, distante poche decine di metri. Un ruolo importante nel progetto di trasformazione dello storico locale in «Imperial Art» ha avuto la moglie di Alfred, Jutta  von den Benken, che incoraggiò il marito a compiere il grande passo. Furono contattati la direttrice della Galleria d’arte contemporanea di Merano, Herta Wolf Torggler, e tre artisti locali (Elisabeth Hölzl, Ulrich Egger, Marcello Jori) che da tempo cullavano il sogno di creare una vera e propria opera d’arte permanente.
E così furono coinvolti nel progetto di ristrutturazione dello stabile portando ognuno le proprie forme di linguaggio e le diverse poetiche personali. La realizzazione dell’opera fu affidata ad un famoso architetto meranese, Harald Stuppner, che con spirito innovativo ha concretizzato le idee di Alfred e Jutta: dare forma e contenuto ad un hotel con poche camere, ma tutte diverse e personalizzate, in sintonia con la tradizionale vocazione artistica di Merano.

Nel cuore della cittadina imperiale

nel segno dell'arte

Dodici stanze particolari, uniche e originali (per stile, arredi, tonalità), una sorta di microcosmo quasi a voler rafforzare l’immagine di Merano, città termale, del benessere e del lifestyle.
Alle vecchie Terme è dedicata una delle suite all’ultimo piano, con vista mozzafiato sulla città, ideata da Elisabeth Hölzl: protagonista l’acqua con la sua trasparenza riflessa nel pavimento chiaro che caratterizza l’interno della stanza e che comunica con il cielo visibile attraverso una grande portafinestra. Ulrich Egger a sua volta ha cercato di creare un collegamento con il mondo esterno inserendo il televisore, elemento spesso anonimo in tutti gli alberghi, all’interno delle sue sculture. Egli ha realizzato così non solo delle stanze affascinanti (splendida la 24, un omaggio alla musica), ma ha stimolato la fantasia a riflettere sui modi di vivere l’arte contemporanea, partendo dalla funzionalità di quello che si trova in un hotel. Le stanze di Marcello Jori, invece, sono dei veri e propri luoghi segreti, dei rifugi in cui astrarsi e sognare guardando il soffitto stellato dipinto con rara maestria.

nel segno dell'arte

Lifestyle anche a tavola

Parlavamo di lifestyle. Ebbene lo ritroviamo anche a tavola in un felice connubio di sapori e profumi tra la cucina tipica tirolese e la cucina mediterranea. Una cucina raffinata proposta con quel tocco di classe che è prerogativa dei grandi chef. Una cucina che regala emozioni fin dalla rpima collazione con una infinità di proposte (dolci e salate: dalla pasticceria agli affettati, dai vari tipi di pane del famoso panificio meranese Erb ai formaggi, dalle confetture alla frutta fresca, dai succhi agli yogurt), proposte che trovano l’apoteosi nei profumi sprigionati dalle molteplici tipologie di the «Viropa» e da una selezione di caffè, appena tostati, della torrefazione (storica anche questa) Schreyögg, altro vanto della città del Passirio.
Ma oltre a queste colazioni da re al «Coffee Art», il proprietario Alfred Strohmer prende per la gola i buongustai anche con delle cene a lume di candela nel vicino Ristorante Europa sempre in Corso della Libertà. Da standing ovation i gamberoni in tempura su crema di broccoli, i tortelli con gli asparagi, il filetto di manzo in crosta di Parmigiano con salsa al Santa Magdalena. Chapeau.

Lifestyle anche a tavola