Il Grappolo d’Oro Clivus 2019 a Maurizio Cattaneo

di Vinoecibo
Giugno 6, 2019

Il Premio di Cantina di Monteforte al direttore de L’Arena, lo storico quotidiano di Verona, “per aver arricchito il giornale dei veronesi con professionalità e inventiva, rinsaldandone il legame con il territorio”

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Venerdì 14 giugno, alle 19.00, all’interno del Palazzo Vescovile di Monteforte d’Alpone si terrà la decima edizione del Premio Grappolo d’Oro Clivus, l’appuntamento voluto da Cantina di Monteforte, in collaborazione con il Gruppo Sportivo Valdalpone De Megni, per omaggiare quei professionisti dell’informazione che meglio incarnano l’ideale sportivo della competizione ispirata ai principi di etica e lealtà.

Dopo numerose edizioni in cui sono state premiate firme del giornalismo nazionale e volti noti di Rai e Mediaset, quest’anno la giuria del premio ha scelto di dare spazio all’informazione di territorio, col conferimento del premio a Maurizio Cattaneo, dal 2003 direttore de L’Arena, il quotidiano di Verona.

Nella motivazione Maurizio Cattaneo viene insignito del riconoscimento per aver “arricchito il quotidiano dei veronesi con professionalità e inventiva, rinsaldandone il legame con il territorio e reggendone abilmente il timone in tempi difficili per l'editoria”.

 

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Nato a Milano nel 1959, laureato in lettere, sposato, due figlie gemelle, Maurizio Cattaneo (foto sopra )  muove i suoi primi passi nel giornalismo nel capoluogo meneghino a “ll Giornale” allora diretto da Indro Montanelli. Nel 2001 diventa direttore di “Bresciaoggi”, testata del gruppo editoriale Athesis, e nel febbraio 2003 approda a “L’Arena”, il quotidiano di Verona. Da 16 anni guida il “giornale dei veronesi” confermandosi di fatto tra i direttori più longevi alla guida della testata scaligera. Nel corso della sua direzione si trova a fronteggiare le grandi sfide dettate dall’avvento del digitale traghettando il quotidiano in un complesso percorso tra informazione locale e informazione globale. Particolarmente toccanti i suoi reportage dalla Siria, martoriata dalla guerra, e dall’Africa, attanagliata dalla fame. Brillanti poi gli editoriali dedicati ai grandi personaggi del passato per “Il giorno e la Storia”, il programma di Rai Cultura, in onda su Rai Storia.

 

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L’albo dei premiati

Prima di Maurizio Cattaneo ( come ha ricordato il presidente della cantina di Monteforte Massimo Stizzoli, nella foto sopra ) sono stati insigniti del premio Grappolo d’Oro Clivus: Donatella Scarnati, prima donna ad apparire stabilmente nei collegamenti della celebre trasmissione 90° minuto e nota giornalista sportiva (2018); Marino Bartoletti, volto storico del giornalismo sportivo italiano in Rai e Mediaset (2017); Maurizio Belpietro, giornalista oggi fondatore e direttore del quotidiano “La Verità” (2016); Domenico Quirico, giornalista ed inviato di guerra de “La Stampa” (2015); Andy Luotto, attore e conduttore televisivo (2014); Mario Giordano, giornalista Mediaset (2013); Massimo de’ Manzoni, vicedirettore vicario di “Libero” (2012); Gerardo Greco, volto storico di Rai e Mediaset (2011); Mauro Mazza, già direttore di Rai Uno (2010). Nomi di prestigio che, da dieci anni, Cantina di Monteforte accompagna sulle colline del Soave Classico, dando vita per l’occasione ad un vivace dibattito che spazia dalla cultura all’attualità.

 

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Nel corso della serata, condotta dalla giornalista Lucia Vesentini, sarà premiata inoltre la giornalista de L’Arena Paola Dalli Cani “per l’impegno profuso nei suoi numerosi articoli giornalistici sulla Montefortiana”. Verranno poi insigniti di una menzione d’onore ex aequo “per aver contribuito alla valorizzazione della Montefortiana” i giornalisti Gianni Biasetto de  “Il mattino”, Matteo Mohorovich di RAI 3, Nicola Baldin di  “Sportinsieme”; le testate “L’altro Giornale” e “San Bonifacio Week; l’agenzia DNA Sport Consulting per le riprese televisive.

 

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Il Premio Grappolo d’Oro Clivus, giunto quest’anno alla sua decima edizione, si conferma senza dubbio uno degli appuntamenti tra i più sentiti nel panorama culturale veronese grazie all’impegno che la storica casa vinicola di Monteforte d’Alpone persegue, fondendo i valori del mondo del vino, della salvaguardia ambientale, della cultura e dello sport, e valorizzandoli in una serata-evento dedicata a queste eccellenze.

«Questo appuntamento fa ormai parte integrante del nostro Dna – evidenzia Gaetano Tobin, Direttore Generale di Cantina di Monteforte ( foto sopra e a dx del presidente nella fotografia in bianco e nero)   – perché rappresenta un’occasione preziosa per fare profonde riflessioni su temi di attualità: noi lavoriamo la terra e produciamo vino ma non possiamo mai dimenticare che, di fatto, siamo degli imprenditori calati in un contesto economico e sociale dal quale non ci possiamo astrarre. L’edizione di quest’anno poi, con la premiazione di Maurizio Cattaneo, direttore de L’Arena, il nostro quotidiano di riferimento, ci offre la possibilità di riflettere sul binomio “locale-globale”, che vale tanto a livello giornalistico quanto a livello aziendale: due “estremi” che, proprio perché tali, sono destinati a resistere e a viaggiare paralleli».

 

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Cantina di Monteforte d’Alpone

Fondata nel 1952 da 80 vignaioli e posizionata nella zona del Soave Classico, Cantina di Monteforte conta 600 soci che vi conferiscono le uve migliori. I viticoltori con il loro lavoro difendono le proprie colline, consapevoli che da lì nasce la vera qualità. Oggi i soci coltivano circa 1.300 ettari di vigneti: il 30% della produzione totale di Soave Classico, il 10% della produzione di Soave Doc, il 5% della produzione totale di Lessini Durello, l’1% della produzione di Valpolicella Doc. Sono oltre 3 milioni le bottiglie prodotte all’anno: etichette apprezzate in Italia e all'estero, in particolare in Germania, Gran Bretagna e Paesi Scandinavi seguiti da Svizzera, Giappone, Stati Uniti.

 

 

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Sport & colline: la Montefortiana 

Sulle colline dove nasce il Soave Classico, si corre la celebre Montefortiana: la corsa podistica non competitiva organizzata dal Gruppo Sportivo Val d’Alpone De Megni, giunta quest’anno alla 43a edizione. Gemellata con la Maratona di New York, di Tai Pei e di Roma, ogni anno a gennaio richiama da tutto il mondo oltre 20.000 atleti che gareggiano tra i filari di garganega, il vitigno autoctono che dà vita al Soave.