Arcole DOC, le ragioni di farne parte

di Vinoecibo
Dic. 5, 2018

Successo che ha addirittura sorpreso lo staff della macchina organizzativa di “Arcolè 2018 “

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Con un successo che ha sorpreso addirittura lo staff della macchina organizzativa, l'incontro dell'Arcole DOC con i suoi vignaioli consorziati e i moltissimi amici di questa giovane denominazione si è concluso l'incontro “Arcolè 2018 “. Momento riflessivo che ha chaimato a raccolta nel salone dei convegni della monumentale Villa Gritti di Viallabella di San Bonifacio più di 500 partecipanti che hanno seguito con partecipata attenzione i lavori di una serata che rimarrà negli annali dell'appena diciottenne denominazione di origine che raduna un patrimonio di storia e di viticoltura di un territorio di grande tradizione fra le province di Vicenza e di Verona

 

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Terre di blasonati vitigni dove però anche l'Arcole Chardonnay, l'Arcole Pinot Grigio, l'ArcoleBianco e l'arcole Spumante stano conquistando la stima e gli apprezzamenti dei loro più altisonanti cugini ma,soprattutto, del grande pubblico. Lo stesso che con la sua preferenza ha decretato la positività dei numeri presentata nel corso delle relazioni che hanno animato la prima parte dell'evento. Salutato da Giampaolo Provoli, sindaco di san Bonifacio e Claudio Valente della Camera di Commercio di Verona, introdotti dal direttore del Consorzio di Tutela dell'arcole Doc, Aldo Lorenzoni che ha poi accompagnato le centinaia di partecipanti lungo il percorso disegnato dai relatori che si sono alternati al microfono e allo schermo dove sono state proiettate, una più interessante delle altre, le slide di Riccardo Castaldi, responsabile agronomico e viticolo del Gruppo Cevico, Diego Tomasi, ricercatore CREA-VE, Luca Cielo, direttore generale Collis Wine Group, Piero Zambon presidente di Riondo.

 

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Sono così sfilate sotto gli occhi dell'attenta platea lucide e sintetiche tavole riassuntive di una progressione della denominazione dell'Arcole DOC che continua senza sosta fin dal 2000 quando i suoi fondatori hanno deciso che i poco meno di 1000 ettari a dimora a quei tempi, sarebbero dovuti aumentare seguendo i dettami di un areale ad alta specializzazione viticola che oggi si fonda sugli oltre 5000 ettari, coltivati da poco meno di 900 viticoltori. “ Piccole particelle di decine e decine di vignaioli - dichiara il direttore del consorzio Aldo Lorenzoni – che quando sanno coagularsi, però, diventano una massa plasmatica dinamica e vitale come la linfa che scorre dalla terra alle chiome delle vigne. Generose ma anche bisognose del massimo rispetto, come ben hanno sottolineato gli interventi dei tecnici durante questa serata che ha sancito anche il dato finale della produttività, con il dato percentuale del trenta per cento in più di prodotto imbottigliato nel corso dell'anno.”

 

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Un vero e proprio successo annunciato da anni di intenso sviluppo e lavoro per produrre vini di eccellenza che rispondano non solo al requisito della qualità, hanno sottolineato il presidente del consorzio Arcole DOC, Stefano Faedo e il presidente della Strada del Vino di Arcole, Roberto Pasini che, ognuno per loro parte, ma in stretta sinergia, garantiscono le meritate soddisfazioni alle centinaia di consorziati e soci di questa giovane DOC. Produttori che hanno ben compreso le ragioni di fare sistema e che anno dopo anno, hanno gradualmente trasformato un comprensorio produttivo in un areale sul quale si sono accesi i riflettori della ribalta. Come dimostrano anche i continui favori di un pubblico di esperti e della più ampia platea di consumatori che cercano trasparenza della qualità, rispetto dell'ambiente e di un'etica mai dimenticata. Come quella di un tempo rurale che qui, ad Arcole, per certi versi è ancora immutata ma che guarda al futuro ad ogni minuto del suo incedere, raccogliendo le sfide dei nuovi mercati senza timori e con pacata ma decisa volontà di aggiudicarsi la vittoria.

 

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Forte, soprattutto, di progetti e prospettive lungimiranti e di la da venire seguendo un crono-calendario alla cui base c'è il rispetto delle persone e della terra da cui ricavare il proprio reddito e i momenti di gioia. Anche conviviale, come poi ha dimostrato la seconda parte della serata a Villa Gritti, con l'esibizione delle Miss Arena, Miss Lessinia, Miss Telearena e dei sommelier Enrico Fiorini, Gianluca Boninsegna, Marco Scandogliero e delle degustazioni dei prodotti tipici quali i salumi Bertelli, il radicchio di Verona IGP, i formaggi del Consorzio Tutela Monte Veronese Dop, l'ortofrutta del consorzio Ortofrutticolo di Belfiore , i dolci della Casa del Dolce Bertolini & Figli , la pasticceria “il Principe” e i panettoni dei produttori reduci dal concorso trivento il Panetthòn. dve l'Arcole, main sponsor, con il suo spumante a base di Garganega e Chardonnay ha fatto la differenza.

 

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