Tutti pazzi per Bottiglie Aperte

di Vinoecibo
Ott. 10, 2018

Favori di critica e pubblico per l'evento ideato a ABS Wine&Spirits e diretta da Federico Gordini, approdata al Superstudio Più in Via Tortona a Milano

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In una città letteralmente in fermento, in attesa di vivere la Milano Wine Week, si è aperta domenica 7 ottobre 2018 la settima edizione di Bottiglie Aperte. Ideata da ABS Wine&Spirits e diretta da Federico Gordini, è approdata al Superstudio Più in Via Tortona. Un percorso di degustazione interessante e affollato, ricco e variegato tra masterclass e verticali, aree dedicate ai distributori e isole per gruppi e consorzi, consente di viaggiare su e giù per l’Italia: a rappresentare tutte le regioni, nessuna esclusa, sono tantissime le piccole realtà vinicole con oltre 900 etichette. L’ambiente che ci ospita è ampio e rilassante, finalmente un luogo dove mettere da parte lo stress e vivere con la necessaria tranquillità ogni sorso.

 

 

I 5 assaggi da non perdere

 

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Cottanera, Etna Bianco Contrada Calderara 2016

Il sorso di un calice di Carricante in purezza in uno degli areali, Contrada Calderara, tra i più antichi e i più vocati. A “Muntagna”, difficile e generosa, regala vini affascinanti e complessi: la terra vulcanica si esprime con fragranze di agrumi, pompelmo e mandarino, effluvi sulfurei rincorrono note vegetali e profumi di pietra focaia. Un sorso tagliente e verticale, proprio come piace a me!

 

 

Quarta, Aglianico del Vulture 2015

Quarta è la generazione, quella di una Giovanna Paternoster che ha grinta da vendere e lo dimostra nelle sue due uniche etichette, Fiano e Aglianico del Vulture. Tre ettari di vigne a Barile – Basilicata - e tre generazioni di enologi e viticoltori alle spalle. Sorprende per l’armonia e l’eleganza e seppur giovane è un calice di rosso estremamente seducente. Il tannino levigato, il corpo rotondo, il frutto concentrato ma fresco, la vena sapida e minerale tipica di questi areali. Imperdibile!

 

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Le Guaite di Noemi, Amarone 2009

Da vigne di uve Corvina, Rondinella e Corvinone su suoli di matrice rocciosa bianco - calcarea, appassisce 100 giorni dopo la vendemmia. Un lungo tempo di affinamento lo rende un Amarone snello, dalla silhouette sottile, con un corpo pieno e ricco. I profumi di amarena sotto spirito, le dolci note speziate, con cacao amaro e tabacco scuro, trovano conferma e corrispondenza nel sorso, infinito e indimenticabile.

 

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Giovanni Aiello, Chakra rosso 2015

Il primitivo nella sua espressione più vera da un vignaiolo pugliese, classe 1985, “globetrotter” della viticultura. Un vino che racchiude in sé le tradizioni della Valle D’Itria e le esperienze moderne e avanguardistiche di California e Australia. Da Gioia del Colle con profumi di piccoli frutti rossi e di note balsamiche. Se la bocca è croccante e fresca, il finale si rivela leggermente ammandorlato. Vino spirituale, l’energia fra terra, cielo e uomo.

 

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Gulfi, Nerojbleo 2015

Nero d’Avola in purezza: antico vitigno siciliano coltivato tra le colline dei Monti Iblei, dalle spiccate caratteristiche di tipicità. Così questo calice c’è tutto il sole della Sicilia, dai frutti rossi pieni e maturi alle note salmastre del mare ragusano. Note balsamiche di macchia mediterranea, eleganti profumi di incenso e origano lo rendono austero e complesso. Da ricercare!

 

Va ricordato che gli ampi spazi del Superstudio Più tra domenica e lunedì hanno visto “passare” circa 5000 persone, per la maggior parte addetti ai lavori del settore Horeca, a riprova del fatto che Bottiglie Aperte si stia accreditando sempre di più - edizione dopo edizione - come un momento dove coltivare il business to business, inserito quest’anno nel contesto perfetto della Milano Wine Week, “un modo intelligente per fare sistema in una città come Milano, ricca di opportunità che, se si sanno cogliere, danno vita a importanti  sinergie con ricadute benefiche sull’intero comparto”. E' il commento a caldo Federico Gordini, ideatore del format.

 

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