Veneto

Nella festante Babele del Vinitaly

di Marco Colognese
Aprile 15, 2017

Vale sempre e comunque la pena esserci

 

Il vino, questo enorme business che fluttua dalla dimensione sacrale allo spettacolo, è un mondo impressionante, incredibilmente interessante e terribilmente difficile da descrivere. Resta una sensazione, dopo aver partecipato a un’edizione di una grande fiera come Vinitaly. I numeri, prima di tutto, dai 128 mila visitatori ai 4270 espositori da 30 paesi, il tutto a due passi dal centro di una città che per i giorni della manifestazione si trasforma in una festante Babele, tra code, abbracci e strette di mano. Vale sempre e comunque la pena esserci, tentando di organizzare al meglio il proprio pellegrinaggio tra i padiglioni. Evitando lunghe e ponderose descrizioni, cercherò di raccontare in poche righe gli assaggi che mi hanno lasciato i ricordi più nitidi. Vini del tutto differenti tra loro, accomunati da alcune caratteristiche fondamentali almeno per chi scrive, al di là di provenienza geografica, bacca e vitigno e prezzo (comunque nella grande maggioranza dei casi al di sotto dei 30 euro): la bevibilità, tradotta in voglia di farsene versare un altro calice, la freschezza e una spiccata personalità. Perché il vino dev’essere un piacere, prima che un argomento di dotte e interminabili discussioni tra accoliti. In ordine di assaggio

 

 

Merlot 2008 ConteA di Valter Sirk: unico non italiano, due passi dal confine nel Collio sloveno. Di un’eleganza senza pari, il rosso di punta di una cantina di grande valore

 

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Marty 72 Rosè Olmo Antico: bollicine dall’Oltrepò pavese, 72 mesi sui lieviti, finezza e profumi lunghissimi per un blend di Pinot Meunier, Pinot Nero e Chardonnay. Prodotto solo in magnum

 

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Marzemino de Le Manzane: vino dolce dei colli coneglianesi nella Marca Trevigiana. Ciliegia, frutti di bosco e una bella struttura, mai stucchevole.

 

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Flavio Brut Riserva Rotari Trentodoc 2008: solo Chardonnay con almeno 60 mesi di riposo sui lieviti, esprime una grande freschezza tra note di agrumi e pesca gialla.

 

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Zagros Pecorino di Offida di Sole e di terra Azienda Agrobiologica San Giovanni 2013: 12 mesi in botti di rovere e un naso intenso di frutta esotica e miele, in bocca sapido e persistente

 

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Montonale Montunal 2016 Lugana DOC: belle note balsamiche, persistenza intensa e piacevolissima sapidità, con la prospettiva di un’evoluzione di grande carattere

 

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Madrechiesa 2009 e 2011 Morellino di Scansano Riserva di Terenzi: due notevoli millesimi per un Morellino fuori dal coro, dai profumi importanti e di inusitata eleganza per un sangiovese maremmano

 

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Ronchi di Manzano Pignolo: bella espressione del territorio friulano, dal profumo di amarene e more, ha un gusto potente e una robusta personalità

 

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EretiQ 2012 Quadra: fuori dalle tipiche logiche produttive franciacortine, 95% Pinot Bianco e 5% Pinot Nero, un’espressione davvero originale di pas dosé, connotata da un nerbo acido deciso. Frutti bianchi e frutti di bosco in armonia

 

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Pat del Colmel Recantina Doc del Montello e Colli Asolani Az Agricola Colmello: sottobosco, ribes nero e note di spezie per un autoctono veneto ancora tutto da scoprire, ricco di una bella acidità che ne lascia presagire un bel futuro evolutivo

 

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Le Quattro Terre 940 Brut Riserva 2009: 70 mesi sui lieviti, 100% Chardonnay di un’azienda giovane con idee interessanti. Rigoroso, pieno, una bella sorpresa in termini di freschezza e persistenza

 

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Sico Falanghina IGP Puglia Cantina Le Grotte: splendido carattere, profumo di ginestra e frutta gialla. In bocca eleganti note fruttate e una lunghezza che sorprende

 

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Pratto 2015 Cà dei Frati: Turbiana, Chardonnay e Sauvingnon Blanc, un naso profumatissimo e un’apparente dolcezza che sfocia in una fine complessità

 

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Garganuda Soave doc 2015: un piacevolissimo esempio di come “naturale” non sia sinonimo di vino difficile, scontroso, spesso distante dall’espressione del vitigno. Un bellissimo bicchiere di Soave non omologato

 

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Perda Pintà Barbagia IGT 2014 di Giuseppe Sedilesu: da uve Granazza di Mamoiada un grado alcolico impressionante per una beva davvero sorprendente. Profumi di macchia mediterranea e potenza

 

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