I piaceri della tavola all'AQUALUX Hotel SPA Suite & Terme Bardolino,

di Il Merlo Parlante
Luglio 4, 2019

Racconto di una cena a quattro mani di Stefano Basello e Simone Gottardello scritto accompagnando, ancora una volta, un umano redattore 

evo bardolino.jpg

 

Fra i miei obblighi di canuto merlo di capo servizio in redazione, come qualche lettore già ben conosce, talora esiste pure l'obbligatorietà di accompagnare qualche umano redattore a uno dei non pochi eventi enogastronomici di cui ci perviene notizia in redazione e con relativo invito a parteciparvi. Uno degli ultimi, al quale non potevo esimermi , vista anche la curiosità per conoscere il prestigioso contesto dell' AQUALUX Hotel SPA Suite & Terme Bardolino, design hotel dall’anima green testimoniata dalla prestigiosa certificazione ClimaHotel, in uno dei borghi più suggestivi della sponda veronese del lago di Garda, una cena a quattro mani di Stefano Basello e Simone Gottardello.

basello e gottardello.jpg

 

La prima nel cartellone estivo di questo raccomandabilissimo hotel che, con queste “Cene d'Autore” aggiunge bonus su bonus già presenti nel suo dna e nella sua vocazione di tempio dell'ospitaltà e della buona cucina. Come del resto si è trovato a sperimentare l', umano giornalista ai tavoli dell'Evo Restaurant e il sottoscritto, che, come sempre, invece zampetta al di sotto dei tovagliati , quando ci sono, per cogliere quel che noi merli, definiamo i particolari per l'occhio lungo. Dettagli non sempre percepiti dai distratti redattori di razza umana, sempre di fretta e in cerca di improbabili scoop enogastronomici, ma ben focalizzati da chi, come noi pennuti, seguiamo da più di mezzo secolo quel che è accaduto e accade nelle sale di hotel e ristoranti. Non che con questo si voglia essere migliori degli umani, anzi, solo che delle migliaia di ore di volo e di zampettamento trascorse ad osservare, noi merli ne conserviamo traccia precisa per poterla comparare immediatamente e in tempo reale con ogni nuova e stimolante esperienza come quella, appunto, della cena di qualche sera fa ai tavoli dell'Evo dell'hotel Aqualux , impiattata da Simone Gottardello, cuoco esecutivo e residente, e da Stefano Basello che dal 2010 guida lo storico ristorante Il Fogolar dell’hotel Là di Moret di Udine .

 

antipasti.jpg

 

Due chef che negli ultimi mesi sono stati spesso al centro dell’attenzione dei media per le loro ottime capacità professionali e anche per un meritato protagonismo : Simone Gottardello, è infatti da poco entrato a far parte della prestigiosa associazione Euro-Toques, grazie alla vittoria del prestigioso Premio Maculan organizzato dalle omonime cantine; Stefano Basello, di contro, per la creazione, ripresa da tv e testate cartacee e online, del pane di corteccia degli abeti rossi distrutti dal maltempo che ha colpito il Friuli Venezia Giulia lo scorso ottobre. Non ultimo poi per essere entrato tra i top della guida enogastronomica Best Gourmet, ben nota in tutta la marco regione dell'Alpe Adria. Insomma due campioni in netta fase emergente che hanno intrattenuto i commensali della serata, sfoderando sui piatti, fin dagli amuse-bouche, garbo e sapienza culinaria. In una fusione di competenza e padronanza dei prodotti crudi impiegati, da cuocere o da lasciar crudi ma in ogni caso ben conciati per il piacere del palato e per la gioia degli occhi.

 

macaron.jpg

 

Qualche peccatuccio io l'avrei trovato ma devo dirvi che sono stati esclusivamente men che veniali, come vi piace definirli in gergo umano, che quasi non lo ricordo più mentre ricordo invece la trota alpina, ciliegia e foie gras di Gottardello e i macaron al blu di vaccino, pepe al profumo di pompelmo di Basello. Due dei bocconcini serviti con l'aperitivo assieme al salmerino alpino, olio alla carbonella, cipollotto in carpione e cerfoglio di Simone, e il biscotto di segale, mirtilli e Varhsckara di Stefano. Buonissime cose che hanno cominciato fin da subito ad entusiasmare gli umani presenti che si sono poi seduti a tavola piacevolmente calamitati dalla cassettina di pane preparato da Stefano Basello. Che oltre a portarsi il contenitore da casa aveva sfornato dal forno delle cucine dell'Aqualux, la sua fragrante selezione di pane di corteccia d'abete, ai licheni, alla patata e il curioso “baba” di zafferano friulano al vapore. Il tutto servito con burro di malga friulana da far dimenticare anche al più convinto dei salutisti le regole numeriche sui valori di colesterolo e carboidrati da assumere in un colpo solo. Tant'è , mi son detto senza farmi sentire dagli umani, anche questo di essere un pennuto e non un umano che deve far di conto con le analisi del suo emocromo, è una fortuna ! Anche se devo dire che la genuinità e la purezza non possono nuocere a nessun gourmand che sappia scegliere cuochi come questi due executive chef che hanno poi continuato a solleticare le papille degli umani con il porcino, patata e Montasio davvero superbo e felicemente bilanciato quale degno precursore di un piatto di “Cjalcons”; sorta di tortelli con pasta di patate con farcia dolce e salata. Entrambi messi in piatto dal friulano Basello che meglio non poteva interpretare il ruolo di vero ambasciatore gastronomico di una regione e delle sue squisitezze. Tanto ricercate quanto semplici, tanto gustose quanto delicate, tanto ricche quanto povere nel misurato e bilanciato numero degli ingredienti .

 

trota alpina.jpg

 

Caratteristica di cibo che prima di tutto deve essere buono per tutte e tutti; umani ma anche merli come chi vi scrive e che ha imparato ad apprezzare le cose che vi solleticano il piacere e il gusto del palato. Punti fermi che quando sono buoni , come è accaduto per la cena all'Evo dell'Aqualux, lo sono in ogni emisfero e per ogni tipo di papilla. Come dimostrato dallo sguardo di desiderio visto sui volti di alcuni ospiti stranieri, credo germanici e dell'est Europa, seduti ai tavoli attigui al mio posto di osservazione non appena sono comparsi pure i piatti di Simone Gottardello che ha cominciato la sua parata gastronomica con un fusillo “Felicetti” al burro affumicato, sarda di lago, porro bruciato,kaffir lime. Piatto di gran concetto e non certo ruffiano ma ottimamente strutturato e degno anticipatore del secondo piatto del giovane Simone: storione di Calvisano cotto nell'olio del Garda DOP “ Viola” , caviale Calvisius, ciliegia di Marostica, zenzero e meringa al geranio. Tocco, quest'ultimo di raffinatezza da bonus. Come da bonus, l'olio di olia usato da Simone Gottardello che però qui gioca davvero in casa visto che il Dop “Viola”gli è fornito direttamente dai produttori, la famiglia Viola, che qualche anno fa ha realizzato l' AQUALUX Hotel SPA Suite & Terme

 

pan.jpg

 

 

burro.jpg

 

 

fungo 2.jpg

 

 

cjalcons.jpg

 

 

felicetti.jpg

 

 

ciliegia e storione.jpg

 

Centro perfetto anche grazie al ristorante Evo e al suo executive chef Gottardello che con lui si apre anche al pubblico esterno che non soggiorna in questo tempio del relax e, dopo l'esperienza con l'umano redattore, della raccomandata buona tavola. Ricordano pure che oltre all'Evo restaurant, l'ospite può gioire anche delle buone cose preparate all' Italian Taste, l'altro ristorante dell'hotel che completa la “Lounge Experience” , fruibile anche all’esterno in un’area dedicata, circondata da piante rigogliose e coperta da una elegante struttura a tetto. Area dell'Aqualux, servita con nota di merito dalla cordiale professionalità di camerieri e bar tender che si alternano anche nella “Sparkling Lounge” e nella “Cigar Lounge”, che offre una preziosa selezione di sigari e di “importanti” liquori da meditazione.

 

27540015_1575935765822246_6435966006706043849_n.jpg

 

Ops dimenticavo di dirvi che i dolci per finire egregiamente la serata erano quelli di Basello. Di contro i sapori friulani e quelli gardesani dei due chef , sono stati accompagnati in un amalgama indovinata dai vini di Petrussa, Ronco dei Pini e Pizzulin . Trionfo di bianchi a cominciare dalla Ribolla Gialla spumantizzata, in questo caso,bene.