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Festa della Fragola a Berkovitsa

di Mimmo Vita
Giugno 7, 2018

Fare biologico non è facile, ma è la sfida che Andrea Rigoni da oltre trent'anni conduce con dolce determinazione

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Fare biologico non è facile, ma è la sfida che Andrea Rigoni da oltre trent'anni conduce con dolce determinazione. Dolce per due motivi; il suo carattere, semplice, informale e facilitatore, in apparenza timido. E per ciò che produce, cose diciamo zuccherate, anche se il miele, il prodotto da cui è partita la Rigoni di Asiago nel dopoguerra, ovviamente non contiene saccarosio.

Fare biologico non è facile, men che meno se devi produrre quantità; e vendere attraverso i canali della grande distribuzione organizzata, che ha le sue regole, non è una passeggiata... Non è semplice poi farlo in Italia, non solo per rimanere competitivi coi costi, ma per trovare terreni adatti, superfici disponibili per il biologico, quindi lontane dalle produzioni convenzionali, potendo avviare progetti che siano non solo mercantili ma anche etici.

 

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All'inizio di questo secolo ecco la soluzione, la Bulgaria, non ancora nella Ue (vi entrerà nel 2007), che aveva disponibili in una zona non distante dal confine con la Serbia, la regione del Montana, interessanti terreni di fatto abbandonati. Parte da qui una sfida, vinta, che porta l'azienda di Asiago a mettere in produzione oltre 1400 ettari in varie aree bulgare. Regina la fragola, tanto che da 14 anni la Rigoni organizza vicino a Berkovitsa (Varschez, Montana) la Festa della Fragola, ormai un evento al quale, come lo scorso 27 Maggio, partecipano i massimi esponenti delle comunità locali (Governatore, Sindaci), l'ambasciatore italiano Stefano Baldi, Confindustria italiana

in Bulgaria (siamo i secondi partner commerciali del paese balcanico), Unicredit - ora primo istituto bancario in Bulgaria dopo l'acquisizione della locale Bulbank, e l'imprenditoria italiana a Sofia, che conta un migliaio di aziende operative sul territorio, specie nel manifatturiero, tessile, agricolo

 

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Non solo fragole, potremmo dire. Rigoni, per portare sulle nostre tavole le sue ottime marmellate biologiche, qui produce anche ciliegie, piccoli frutti, prugne, uva spina. E poi coltiva il girasole da cui estrae l'olio ed il nocciolo, indispensabili per la vellutata Nocciolata (notizia: sembra stiano studiando una nuova produzione...). Le dolcezze non finiscono qui. Per fare le marmellate serve zucchero. Rigoni usa il fruttosio, ricavato dai suoi meleti bulgari, da cui estrae anche la pectina, necessario addensante.

La Rigoni di Asiago non realizza però il prodotto finale in Bulgaria, e va detto che comunque i 1400 ettari non coprono tutto il suo alto fabbisogno. Gli stabilimenti sono ad Asiago (Vi) e Albaredo (VR). Ma le prime lavorazioni della frutta avvengono nel suo moderno stabilimento EcoVita a Pazardik, dove fragole e frutta vengono preparate al viaggio per l'Italia. Come?, visto che si tratta di frutta delicata, facilmente deperibile. Semplice, grazie alla catena del freddo. Il materiale viene lavato, selezionato, preparato, quindi rapidamente diciamo "gelato", almeno -20. Imbustati, questi dolcissimi sassi rossi arrivano via TIR frigo nel Veneto, per diventare le Fior di Frutta Rigoni. Infine va meglio spiegato quel termine "etico", usato in precedenza.

 

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Precisiamo, Rigoni di Asiago è un'azienda che bada al fatturato, opera per produrre profitto. Ha oltre 200 dipendenti tra Italia e estero. Qui in Bulgaria, si avvale di manodopera e professionalità locali, anche se quadri e capitecnici sono italiani. Ma, e lo si vede durante la Festa della Fragola, la relazione tra territorio, con lo sviluppo locale dei singoli e dell'ambiente (l'area nel Montana è parco bulgaro e ZPS, Zona di Protezione Speciale europea) e Azienda è molto stretta, non disinteressata.

 

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C’è un cammino che può essere fatto assieme, ed è stato fatto assieme. Anche se, come lamentato dagli imprenditori presenti alla Festa, la Bulgaria sta scontando ora un forte problema di diminuzione della manodopera, uno dei tre motivi che porta(va)no le aziende italiane a Sofia: gli altri sono una migliore fiscalità (solo 10℅) e burocrazia. La popolazione locali infatti emigra, va all'estero, anche solo per lavori stagionali, dove guadagnano di più, specie in Germania. Speriamo ciò non pregiudichi il progetto Rigoni, anche se l’altro giorno per la raccolta delle fragole invece delle 400 persone necessarie, operavano solamente la metà.

 

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