Endrizzi rilancia la Maremma con “Serpaia”

di Giuseppe Casagrande
Ott. 23, 2019

La famiglia Endrici della Cantina Endrizzi di Faedo San Michele all'Adige ha festeggiato il ventennale della tenuta toscana e dei suoi quattro 4 gioielli: il Morellino di Scansano, il Dono Morellino Riserva, il Serpaiolo e la cuvée Mèria

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Nei giorni scorsi la amiglia Endrici (proprietaria della storica azienda trentina Endrizzi di Faedo San Michele all'Adige) ha festeggiato il ventennale della tenuta toscana Serpaia. Vent’anni di passione per il rilancio della Maremma. Un matrimonio d'amorosi sensi tra la bellezza selvaggia di un territorio unico al mondo e la caparbietà dell'imprenditoria trentina. Era l'anno 2000 quando Paolo e Christine Endrici, insieme a Thomas Kemmler, fratello di Christine, hanno dato vita a Serpaia, il sogno viticolo della famiglia in terra toscana.

 

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Serpaia prende il nome da come si presentava l'area in passato, tutta pascoli e sterpaglie a Fonteblanda, podere Maremmello, in provincia di Grosseto. <Ma che fate qua, in questa landa desertica, è tutto una serpaia ci dissero alcuni contadini - racconta Paolo Endrici - e proprio in quell'istante vidi strisciare un serpentello. Per questo motivo chiamammo la tenuta Serpaia. Nei 30 ettari vitati coltiviamo unicamente varietà a bacca rossa, sia autoctone che alloctone: Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot e Petit Verdot. Produzione annua 100 mila bottiglie>.

 

Tenuta Serpaia di Endrizzi 17.jpg Degustazione verticale Mèria, Lorenzo Landi enologo e Eros Teboni.jpg

 

I vini toscani Serpaia interpretano fedelmente la filosofia della cantina Endrizzi di Faedo San Michele all’Adige: anche in Maremma la famiglia Endrici alleva le vigne secondo il sistema dell'agricoltura integrata, creando vini nel segno della tipicità del terroir maremmano sotto la supervisione dell'enologo ed agronomo toscano Lorenzo Landi che collabora con l'azienda dalla vendemmia 2017, anno nel quale è stato insignito del titolo di migliore enologo dell’anno in Italia e cesellatore di alcune delle pietre enologiche italiane e toscane più amate al mondo.

 

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Sono quattro i vini rossi toscani prodotti dagli Endrici in Maremma. Quattro gioielli: due Sangiovese in purezza, il Dono Sangiovese di Toscana IGP e il Morellino di Scansano DOCG, e due cuvée stile Supertuscan Rosso Toscana IGP, il Mèria e il Serpaiolo. Per il ventennale di Serpaia, riposa in cantina una limitata tiratura di un’ambiziosa riserva a base Merlot, un vino d'alto lignaggio fortemente voluto dalla nuova generazione della famiglia Endrici, Lisa e Daniele.


Per festeggiare  i 20 anni di Serpaia il Masetto Endrizzi di Faedo ha ospitato una straordinaria degustazione verticale condotta magistralmente da Eros Teboni, migliore sommelier 2018 della Worldwide Sommelier Association e head sommelier dell'altoatesino Feuerstein Family Resort. Protagonista assoluto della degustazione Mèria, un uvaggio fra varietà autoctone selezionate in Maremma e le varietà internazionali che meglio si adattano al clima della zona: Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot e Petit Verdot. Mèria in dialetto maremmano significa ombra, un elemento particolarmente ambito nell'assolata e calda Toscana marittima. In poco più di dieci annate dalla sua produzione, il Mèria si è inserito a pieno titolo tra i migliori Supertuscan della Maremma con il suo stile elegante e fascinoso.

 

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Per il ventennale di Serpaia la famiglia Endrici ha voluto che fosse lo chef trentino Peter Brunel, di origine fassana, ma con la Toscana nel cuore (stella Michelin ottenuta a soli 28 anni a Villa Negri sul lago di Garda e ribadita al Gournet Restaurant fiorentino Borgo San Jacopo in Lungarno) a nobilitare l'evento con un menu d'autore da standing ovation; dai finger food al dessert. Eccolo: come saluto della cucina ha presentato la Pappa e Oro (la pappa al pomodoro diversamente tradizionale); la polenta soffiata con maionese alla mela; il ceviche (piatto di ispirazione peruviana) di trota e barbabietola. Tre peccati di gola abbinati alle bollicine Masetto Privè 2009. Come primo piatto il Cinghiale in cinta (bottoni di cinghiale con fondo di cinta senese, briciole di pane e oro zecchino), abbinato al Morellino di Scansano 2018. Come secondo il Piatto di Terra (patata soffiata, polvere di barbabietola e caviale) abbinato al Serpaiolo 2017. Chiusura in dolcezza con il tiramisù toscano: crema d'uovo, cantucci e vino dolce abbinato al Mèria 2015.

 

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Il talentuso chef fassano ha recentemente intrapreso una nuova avventura. Tornato dalla Toscana in terra trentina, recentemente ha inaugurando a due passi da Arco e da Torbole, in località Linfano, il <Peter Brunel Ristorante Gourmet>. Un angolo di paradiso dal design avveniristico con marmi, velluti, lampade, caminetto, ampie vetrate e tutt'attorno un'oasi verde tra palme, ulivi e giochi d'acqua. In questa magica atmosfera Peter Brunel propone i suoi piatti d'autore che ricordano la Belle Epoque dannunziana. <Amo l'arte e l'architettura - confessa - da sempre mi sento vicino alla sensibilità della famiglia Endrici, cultori del bello e del buono nel vino e nello stile di vita. Per questo ho deciso di raccogliere la sfida. Era scritto nel destino. Gli Endrici ed io amiamo la Toscana e i miei piatti parlano lo stesso linguaggio>. In alto i calici.

 

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Nella foto di apertura la famiglia Endrici con Lorenzo Landi enologo e Eros Teboni best sommelier Wsa 2018 - Foto sotto la degustazione verticale Mèria con Lorenzo Landi enologo e Eros Teboni - Nella foto di chiusura una delle molte creazioni di Peter Brunel