Camminata tra gli olivi

di Tania Turnaturi
Ott. 24, 2018

Il 28 ottobre un viaggio esperienziale nel paesaggio dell’olio

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La seconda edizione della Camminata tra gli olivi alla scoperta di un mondo atavico che suscita empatia e nutre e illumina i pensieri, nell’Anno del Cibo Italiano, pone l’attenzione sul valore dell’olio extravergine, creando occasioni di incontro con gli olivocoltori.

L’iniziativa è stata presentata da Francesco Palumbo direttore generale del MiBACT, dal presidente dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio Enrico Lupi e dal giornalista e consulente di Rai Uno Linea Verde Carlo Cambi.

Lupi ricorda il successo della prima edizione con oltre 20.000 partecipanti lungo “un percorso che intreccia il valore delle coltivazioni e dei prodotti con la preziosa passione degli olivocoltori. Chi cura e chi visita questi luoghi rappresenta un investimento per il futuro economico e turistico del nostro paese sostenuto dalle autorità italiane ed europee”.

 

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Palumbo precisa che “la sfida che dobbiamo affrontare è generare innovazione nel turismo italiano. L’idea di cibo deve diventare una chiave di lettura dei territori ricchi di biodiversità, introducendo una dinamica relazionale tra turista, cittadino e produttore, spostando l’attenzione dall’aumento dei flussi all’aumento della qualità nell’esperienza turistica imperniata sulle relazioni con chi vive e lavora nei territori. Mangiare italiano è uno stile, la qualità e il valore della dieta mediterranea patrimonio Unesco sono un grande attrattore per milioni di persone”.

Cambi sottolinea che la Camminata tra gli olivi “costituisce l’occasione per una frequentazione turistica consapevole dei luoghi dell’olivo che rappresentano l’identità geo-antropica italiana, e spinge gli operatori a realizzare nuove forme di ospitalità che sostanziano il turismo dell’olio. Ma sono necessari altri interventi cioè rivedere il sistema di contributo a pianta e non a produzione, portare a reddito il prodotto, rilanciare l’identità delle produzioni legandole ai territori con una strategia di prodotto e promuovere l’extravergine come alimento indispensabile al nostro benessere.

 

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Mettere il consumatore a contatto con le sorgenti della civiltà dell’olivo potrebbe contribuire a recuperare 800.000 ettari di oliveti abbandonati, essendo il valore del paesaggio una componente dell’attrattiva turistica rurale, in un rapporto sinergico tra prodotto e marketing territoriale. Il know how che rende il nostro olio superiore a quello di altri paesi mediterranei deve farci diventare leader di un movimento che si sviluppa intorno alla cultura dell’olio. L’iniziativa è in linea con le politiche di questi anni che hanno promosso ciclovie, borghi, ferrovie storiche, cammini.”.

Sono 123 i comuni in 18 regioni, che organizzano incontri, degustazioni e itinerari tra olivi secolari e territori unici sotto il profilo storico e ambientale, siti archeologici, frantoi ipogei, musei dell’olio e della civiltà contadina alla scoperta delle tradizioni, in un autentico viaggio sensoriale.

 

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Portatrice di cultura ambientale, l’Associazione Città dell’Olio ritiene che lo sviluppo dei territori olivetati sia in stretta connessione con l’oleoturismo che può incrementare la competitività dell’olivocoltura tradizionale, trasformandosi in una risorsa per l’ambiente, il territorio e i produttori che possono integrare il reddito con l’ospitalità. Con i suoi 320 soci (Comuni, Province, CCIAA, Parchi e GAL) tutela il territorio olivicolo e punta a valorizzare i paesaggi, con l’auspicio di far inserire le aree territoriali olivicole nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici del Ministero delle Politiche Agricole.

Il turismo enogastronomico in Italia è cresciuto del 10% nel 2017 con 110 milioni di presenze, la metà dei turisti stranieri giungono nel nostro paese attratti da cibo e vino e un italiano su tre negli ultimi tre anni ha viaggiato prendendo parte a un’esperienza enogastronomica.

www.camminatatragliolivi.it