Alla Locanda di Piero calano i prezzi ma non la qualità

di Mario Stramazzo
Aprile 21, 2019

I nuovi menu degustazione ideati per avvicinare alla cucina d'autore assicurano la consolidata qualità della cucina di Renato Rizzardi e del servizio in sala di Sergio Olivetti

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Nuova sfida per Renato Rizzardi che ha saputo coniugare il suo stile classico con tecniche innovative finalizzate all'esaltazione dei sapori. Il tutto in un'ottica di “economia circolare in cucina”, per elevare al meglio ogni ingrediente e valorizzare anche le parti meno pregiate. Così a primavera La Locanda di Piero di risveglia in grande fermento. Dopo il grande successo di “Tavola 25”, iniziativa organizzata da JRE per avvicinare i giovani alla cucina d’autore, Renato Rizzardi e Sergio Olivetti, rispettivamente chef e direttore di sala, hanno pensato di capitalizzare questa indovinata esperienza per rivoluzionare i menu degustazione del ristorante.

 

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Con l’intelligenza di vedere il cambiamento come stimolo per una nuova sfida, alla Locanda di Piero i vecchi menu degustazione lasciano il posto a 2 nuove idee, 2 step di un sentiero mirato alla scoperta e conoscenza della cucina di Renato Rizzardi, pensati anche per avvicinare giovani, foodies o semplicemente coloro che amano la cucina d'autore ad un prezzo agevolato. Menu “Sosta” il primo passo per avvicinarsi a La Locanda di Piero con 2 piatti selezionati dallo chef, piccola pasticceria, 1 calice di vino, acqua e caffè a € 28. Un’idea non impegnativa che assicura la consolidata qualità della cucina.

Menu “Scoperta” per esplorare la cucina di Renato Rizzardi con 3 piatti rispecchianti il suo stile classico, benvenuto della casa, 2 calici di vino acqua e caffè a € 37.

Accanto a questi, altri due menu degustazione di approfondimento da 5 portate, “Impronta” e, da 7 piatti , “Osmosi”. Va riaffermato che la succulenta cucina di Renato Rizzardi, chef e patron de La Locanda di Piero dal 1992, non è legata a mode passeggere: le basi classiche da sempre ne contraddistinguono il suo stile, contaminato però dalle tecniche finalizzate all’esaltazione dei sapori.

 

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Va detto che Renato Rizzardi ama realizzare i propri piatti lavorando tutti gli ingredienti dall'inizio alla fine, evitando l'utilizzo di materie “semilavorate” che hanno subito precedenti trattamenti e/o manipolazioni, valorizzando anche le parti meno nobili in un’ottica di “economia circolare in cucina”. Lo dimostra l’ultimo piatto “100% Stoccafisso” che pochi giorni fa ha vinto il Festival Triveneto del Baccalà - Trofeo Tagliapietra; una vera e propria invenzione culinaria che pur nell'estrema classicità della mise en place ha valorizzato ingegnosamente con grande tecninca innovativa ogni singola parte del merluzzo: dalla polpa alla pelle, dalle lische alle trippe. Una “lezione” ai tanti giovincelli di cucina che più che ai fornelli passano il tempo a mettere sui piatti “cose perfettine” che non possono certo chiamarsi cibo.

 

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Quello con tanto di anima e prima ancora con nome e cognome. Discorso analogo per la sapiente arte di servire in tavola come vuole l'antica professione del maître e di chi la esercita con dedizione e discrezione. Insomma bravi davvero Renato e Sergio nel proporre, questa sì, una vera novità nell'uniforme e "piatto" panorama della cucina... da fotografi.

LA LOCANDA DI PIERO

 

 

 

 

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