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Vietato Distillare Il Met

di Mario Stramazzo
Set. 2, 2014

Vietato distillare il Met , Tre distillerie vicentine colpevoli di aver distillato il Clinto

Da un'uva fuorilegge dagli anni Trenta

Vendere il vino Clinto è vietato già dagli anni Trenta (legge 23 marzo 1931 n° 376) a causa dell'arricchimento di alcol metilico che può causare danni al sistema nervoso , se bevuto in abbondanza e per lungo tempo. Questo quanto prescrive la norma anche se non c'erano mai stati problemi per la vendita di prodotti come il Met, distillato non della vinaccia ma dell'intero frutto Clinto, come fanno da quasi trent'anni i Fratelli Brunello dell'omonima distilleria. Un prodotto nato già alla fine degli anni Ottanta, per festeggiare i 150 anni di attività della Distilleria Brunello, il Met fa parte di una speciale linea di distillati di vitigni autoctoni che comprende il Cruajo, vitigno a bacca rossa, quasi scomparsa dal panorama vitivinicolo e tanto raro che solo alcuni viticoltori della Pedemontana vicentina, come Firmino Miotti, grande cultore dei vitigni rari, ne conservano memoria . A questi due prodotti poi, vanno aggiunti i distillati di Fragolino, di Noah e , appunto, il Clinto, con il quale i Brunello fanno il Met "incriminato" e che deve il suo nome alla "bevanda divina" della mitologia scandinava. Che secondo la leggenda, era il nettare magico che instillava saggezza divina a chi lo beveva e Odino proprio per questo lo rubò.

Tre distillerie vicentine colpevoli di aver distillato il Clinto

Saggezza che evidentemente non concorda con l'inflessibilità del divieto di legge se, come è vero, ha determinato la sanzione di euro 200 ai Brunello e anche ai loro colleghi, Schiavo di Costabissara e Capovilla di Rosà, che usano quest'uva antica. Tutti distillatori con tanto di blasonata notorietà nel mondo dei cultori dei distillati, colti in fragranza di reato, al pari di pericolosi malviventi, dagli ispettori del dipartimento repressione frodi alimentari che accertato l'impiego della Clinto, hanno provveduto a comminare la pena sanzionatoria.
Che dire, se non dare spazio alla stimata voce dei Brunello?

Tre distillerie vicentine colpevoli di aver distillato il Clinto

La voce dei Brunello

"Noi crediamo che i problemi del nostro settore siano ben altri – dicono i Fratelli Brunello - e che questa sia l'ennesima trovata per mortificare chi crede nella valorizzazione del proprio territorio e delle proprie tradizioni". "Questa è l'ennesima stoccata - continuano i Fratelli Brunello - a chi si sacrifica per portare avanti la credibilità di un mestiere antico di una piccola azienda. Nel nostro caso della più antica distilleria artigianale d'Italia. A questo punto è importante non far passare questa notizia sotto tono e i principali mass media stanno cominciando a parlarne. Ora il prossimo obiettivo è quello di rendere il vitigno Clinto utilizzabile per la produzione di acquaviti inserendo il Clinto nell'apposito registro ministeriale; e per questo i distillatori "colpevoli" chiedono fortemente l'appoggio e la sensibilità delle autorità preposte affinché veda presto una felice conclusione e non l'ennesima occasione persa di salvaguardare il territorio e le sue tradizioni".

A proposito, in tema di frodi,  qualcuno sa come è andata a finire con le lasagne al cavallo della Findus ?

La voce dei Brunello