SI' Streetalian Food

di Il Merlo Parlante
Luglio 11, 2019

Il nuovo concetto di cibo di strada italiano, in quel di Padova  

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Nelle comuni recensioni sui ristoranti che vengono scritte ogni giorno, raramente il recensore si premura di segnalare se quella che si presta a raccontare era stata la prima o la seconda o la visita plurima fatta a quel locale. Per cui può capitare che il nostro recensore, graziato da qualche fortuna divina, faccia centro al primo colpo e descriva con mirabilie quel locale, il suo cibo, il cuoco, il personale di sala e altro ancora serva per ammaliare il lettore. Il quale, magari e povero lui, recandosi fiducioso nel locale indicato dagli entusiasmi dell'eno- gastro-critico scribacchino, sedutosi ad un tavolo e consumato il pasto ( alla moda di Borghese ) decida : primo di non leggere più le recensioni di quello che da esperto viene retrocesso al posto di incompetente; secondo, mettersi davanti ad una tastiera lui stesso e sparare a zero da TripAdvisor. Tutto per colpa di una mancata verifica, fatta almeno con una seconda o terza visita, che dovrebbero essere scolpite con tanto di martello e scalpello sulle tavole dei comandamenti del bravo recensore.

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Detto questo, nel paese di voi umani che usate questo incipt ad ogni soffio d'aria, sul racconto di oggi potrete muovere tutte le critiche che vorrete ma non che la visita al Si Streetalian Food sia stata una,unica e frettolosa. Peggio poi se ipodiana e/o iphoniana per “scrivere” una recensione alla instagram. Noi merli e il soprascritto in particolare, che talora accompagna in giro per il mondo di ristoranti e trattorie qualche umano redattore di vinoecibo, non abbiamo troppa dimestichezza con le vostre diavolerie digital-tecnologiche e quindi, il racconto, usiamo farlo ancora scrivendo e usando solo qualche foto, a corredo. Come si usava fare tra gli umani della carta stampata dove più che le foto, a pesare, erano le righe. E non solo per il piombo con cui erano fatte prima dell'era digitale.

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Ma se siete arrivati fin qui allora vi siete proprio meritati di leggere come, secondo un vecchio del mestiere di mettere le zampe sotto il tavolo, potrete trovarvi al Si Streetalian Food di Padova in via Dante 42. Dunque cominciamo con il parcheggio a pagamento negli spazi antistanti o nel parcheggio della centrale Piazza Insurrezione; proseguendo, prezzo del conto, medio, tendente all'alto in caso di bevande di caratura superiore, e la carta vini con 800 etichette e quella delle birre artigianali ve ne danno ampia facoltà; la sala è una, con una trentina di comode sedute al massimo, se non ho contato male; dehor con una decina di posti , ovviamente all'esterno ma sotto un ampio portico di un prestigioso palazzone, fatto come si facevano una volta; 1 bagno pulito ma piccolo che paga lo scotto di uno spazio complessivamente contenuto di spazialità minimali che, tuttavia se fosse stata per l'attuale proprietà, i fratelli Celentano  (uno di loro , Gianni, al centro della foto che chiude il servizio)  fotogra, sarebbero già state aumentate alla grande ma tant'è: in centro storico, così è.

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Poco male comunque perché il Si Streetalian Food è in ogni caso accogliente e quello che non si può mettere a reddito lavorando ai tavoli che sono pochini, lo si può fare con servizi di banqueting e catering di ottima caratura fuori le mura, ci racconta il general manager Alessandro Mazzone, ancora più giovanilmente brillante da quanto si è rasato la folta barba di quando ero stato in questo ristorante padovano la prima volta. E' lui che ci ha spiegato e rispiegato, alla terza visita nel locale la filosofia che anima questo ristocicchettante, dopo che una seconda volta era stata pressoché in incognito profittando pure di un sua assenza. “ Si può godere di piccoli cicchetti - racconta il Mazzone - che attenzione non sono fatti solo alla maniera veneta e da cui prende origine il termine di cicchetti. Poca quantità di cibi spezza fame, buoni a qualsiasi ora per accompagnare un “goto” de vin ( sempre idioma veneto n.d.r.m.p) , ma, i cicchetti , sono realizzati anche seguendo le tradizioni gastronomiche di tutte le altre regioni d'Italia. Per cui oltre alle sarde in saor, per esempio, si può godere di un carciofetto alla giudea, tipico del Lazio; o di una pizzettina alla napoletana o di un gnocco fritto all'emiliana e via discorrendo. Il tutto, aggiunge ancora l'Alessandro ( foto sopra ), poi amplificato in piatti veri e propri, parlando in quantità, come recita il nostro menù di un paio di paginette”. Che si fanno leggere volentieri, aggiungo io, che pur da canuto merlo, ho imparato a far miei i vostri umani caratteri di stampa. Una lettura che dunque definirei appetitosa e gustosa, anche perché si può leggere che molti degli ingredienti usati, provengono da produttori selezionati e noti nel mondo della ristorazione per la caratura superiore.

 

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Passando all'ordine e al servizio al tavolo, in assenza di Alessandro, in sala potrete contare sul sommelier Livio Cavaletto, braccio destro di Alessandro ( foto sopra in una suo "viaggo studio" al Taste di  Firenze=, o di Cristina Rispoli ( foto sotto, in sala al Si ), recente ingresso nello staff ma, secondo me che non sono gufo, destinata a diventare altrettanto valido braccio di forza ( il sinistro ) del direttorissimo trevigiano Alessandro. Non fosse altro che per una professionalità assimilabile a quella di Livio Cavaletto. Insomma fin qua, nessuna sorpresa, caro lettore ed eventuale avventore del Si Streetalian Food , se non quella sempre possibile e imputabile ad un errore umano, che da umani, insegnate che può sempre capitarvi.

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Come, ad esempio, quello di indugiare in un qualche minuto in più del dovuto nel metter fuori la comanda. Per carità non un peccatone mortale ma dai di venialità oggi e dai domani, magari su Trip Advisor, qualcuno lancia la freccia e ne rimette la brigata di sala oltre che di cucina. Guidata dal bravo Nicola Cogo ( foto sotto ) , chef di questo ristorante che, a rafforzar l'onor del suo merito, non dispone di grandi spazi per una cucina dove un cuoco possa muoversi con la spazialità che sappiamo essere fondamentale per gestire fuochi, forni, piastre, friggitrici e bracieri. Doppio bonus, per questo tuo ulteriore saper muoverti dietro ad un angusto bancone, caro Nicola,. Non è infatti detto che per fare un piccolo piatto, che voi umani veneti chiamate cicchetti ,basti un metro e mezzo per tre e qualcosa. Di contro in terra di miracoli al metro quadro e cubo e dove l'Harry's è diventato l'Harry's, niente, e fatto bene, sembra impossibile da realizzare. Come dimostrato dalle buone interpretazioni culinarie gustate nel corso dell'ultima e ulteriore sosta al Si Streetalian Food.

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Non la prima, o la seconda e nemmeno la terza ma la quarta, per qualche beccone al volo. Visto che per un merlo non potrebbe essere altrimenti e che per non tediarvi oltre vi rimanda al link dell'attuale carta dei piatti. Suggerendoli, un po' più un po' meno, tutti quanti per poter dire mi sono fatto una sorta di sorvolo dell'Italia a tavola, con gustoso piacere. Le stelle, per il momento lasciamole pure a chi vuole abbagliarsene. Volare troppo in alto serve a poco se già a quote dove non ti serve il boccaglio d'ossigeno per respirare, stai bene. Ops dimenticavo, il chiuso per turno non è di casa allo Si Streetalian Food , e i dolci, dei quali non vi ho parlato, valgono anch'essi la prova.

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Sì Streetalian Food

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