FIPE vorrebbe una Michelin con più pagine

di Vinoecibo
Nov. 9, 2019

La Federazione Italiana Pubblici Esercizi trova la guida copertonata non sufficiente a rappresentare tutta l’eccellenza e la ricchezza di un settore che conta oltre 110 mila imprese

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Sotto, il commento della Federazione Italiana Pubblici Esercizi all'indomani della presentazione della nuova rossa che fotografa quella che secondo la loro redazione, ovvero gli ispettori e il direttore, sono i locali degni di freguarsi del loro macaron e degli altri ammenicoli tipo forchette, bibendi e tutto quanto serve per essere compresi nel sistema Michelin. Guida per viaggiatori, l'avrebbe definita Ezio Vizzari , per tanti anni a capo della casereccia guida dell'Espresso, da consultare, come di contro affermano parecchi membri dell'Accademia Italiana della Cucina che pur ne hanno una propria on line, perchè a farla di carta soldi ghe ne minga. Oppure da criticare, secondo i vertici FIPE, che magari potrebbero però pensare di realizzarsene una per conto proprio. Così sarebbero tutti felici e contenti e nessuno avrebbe niente da dire perchè comunque ognuna delle 110 mila imprese avrebbe il suo spazietto.

 

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"Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, si congratula con tutti i ristoratori premiati dalla Guida Michelin con le prestigiose e ambite stelle. Si tratta certamente di una testimonianza della forza di tutta la ristorazione italiana, riconosciuta a livello internazionale per la sua capacità di innovare ma anche di valorizzare le materie prime e il territorio. Tuttavia, crediamo sia importante sottolineare che la Guida non sia sufficiente a rappresentare tutta l’eccellenza e la ricchezza di un settore che conta oltre 110 mila imprese e sviluppa un volume d’affari di 30 miliardi di euro. Una considerazione, quest’ultima, che facciamo anche alla luce di alcuni movimenti interni alla guida che suscitano più di una perplessità relativamente al declassamento di alcune consolidate eccellenze della ristorazione italiana. Infine, ci sembra che il superamento del binomio “locale – chef patron”, che nell’edizione di quest’anno risulta ulteriormente consolidato, debba spingere tutti ad una profonda riflessione sul futuro della ristorazione italiana di qualità”.

 

 

Nella foto sopra  il "Volaille cuite en vessie" (pollo cotto in giggino)? Un'eredità gastronomica servita da Paul Bocuse nel suo ristorante L'Auberge du Pont de Collonges come omaggio al famoso Restaurant La Mère Brazier francese. Si tratta di una ricetta che consiste nel mettere delle fette di tartufo nero sotto la pelle dell'uccellino prima di metterlo in una vescica di maialino. Il piatto viene poi cotto a vapore e tagliato direttamente a tavola dove svela tutti i suoi sapori.

Nell  foto sotto :  una tartàre