Le Vescovane

di Emanuela Sanavio
Ott. 18, 2018

Azienda agrituristica in cui viene rappresentato uno stile di vita un po’ naif, bucolico e insieme raffinato

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Cosa ci potrebbe evocare il Nord-Est vicentino? Viene subito da pensare a un antico senso del dovere, alla sua operosità e ancora alle tragiche manifestazioni dell’inquinamento ambientale. Tutt’altra cosa ci aspetta raggiungendo Le Vescovane, complesso di edifici in pietra che risale al ‘400 e ospita un’azienda agrituristica in cui viene rappresentato uno stile di vita un po’ naif, bucolico e insieme raffinato. Quel genere di slow life, good taste che tutti vorremmo concederci al di là del semplice fatto che sia di moda. Si trova proprio sul dorso a gobba di cammello della Riviera Berica, di qua Longare e di là Arcugnano, ed è un luogo che offre molti motivi per essere visitato, magari con una breve sosta che comprenda anche una notte.

 

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La vista a perdita d’occhio sui colli, dove il sole va nascondersi a ogni calar della sera, la tranquillità del luogo quasi introvabile ma a pochi km dalla città, il raffinato gusto decadente e shabby-chic dei suoi arredi e camere dal gusto country d’antan, ricche di velluti e mantovane, sono solo alcune delle sue note più intriganti. Fuori dalla terrazza che dà sulla piscina si può accedere alle parti comuni: l’orto, la zona delle erbe aromatiche, una serra, lo spazio per gli animali da cortile e le caprette, oltre ancora un uliveto. Il ristorante invece, ricavato da un vecchio granaio chiuso da alte vetrate, offre un’ospitalità esclusiva tra sale e caminetti.

 

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Qui si punta ad una cucina locale con visioni fusion. Emblematico il percorso dello chef Davide Pauletto, il quale, uscito dalle aule come chimico industriale si approccia alla cucina con una prospettiva talentuosa frutto di conoscenza. Giovane e spigliato, non ha timori a uscire in sala per raccontarsi e coccolare gli ospiti. È affiancato da un sommelier-maître di pari spessore come Giovanni Andrea Sandri, uomo di sala capace di arrivare al cuore dell’ospite e servire splendidi accompagnamenti enoici con etichette che spaziano dalle naturali alle classiche e da nord a sud dell’Italia con escursioni transalpine. Due guerrieri impavidi di fronte anche a matrimoni e banchetti, una coppia che non passa inosservata per professionalità, pazienza e personalità.

 

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Facile quindi lasciarsi condurre in una giocosa e funambolica serie di benvenuti tra cui il brisé di Stravecchio e melanzana in maionese e giardiniera, lumaca arrosto, pane alle erbe e midollo che invita alla lentezza dell’assaggio evocando sapori antichi. Ancora le chips di riso con pâté di fegatelli. L’antipasto di cortile, petto d’anatra, porro compresso, tartufo estivo, ribes e porcini poché ha un carattere bitter sweet. Il primo piatto è una pasta ripiena sulla quale ti soffermi a osservare (io solitamente annuso) il colore acceso, senza immaginare cosa vivrai quando la delicata pressione della mascella farà espandere nel boccone un sapore vertiginoso che invaderà i tuoi sensi: ecco i ravioli di pomodoro allo Stilton, ketchup di datterini, bottarga di tonno rosso e caffè. Il germano è servito in due cotture con petto al rosa e coscia e ala cotti nello strutto, per esaltarne succulenza, morbidezza e carnosità croccante: mi ricorda molto il nord est tra poesia e imprenditoria.

 

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Il pensiero si fa sostanza quando il dolce è un piatto ricco di sfumature aromatiche e sapori definiti: alloro nel gelato su salsa al limone e capperi, una vera diabolica tentazione!

Le Vescovane è un luogo fuori dagli standard che sa offrire un’esperienza completa a gourmet e amanti del buon cibo. Vale visita e soggiorno!

 

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Le Vescovane

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