Al Bollicine Su Trento I Cembrani Si Fanno Notare Oltre Scontati Clichè

di Il Merlo Parlante
Nov. 24, 2012

Al Bollicine su Trento i Cembrani si fanno notare oltre scontati clichè

Al Bollicine su Trento i Cembrani si fanno notare oltre scontati clichè

Per il concorso internazionale Vinitaly, tra le bollicine migliori d'Italia, ben due sono prodotte in Valle di Cembra dai Cembrani DOC: Gran Menzione per Trentodoc Brut Millesimato 2008 di Opera Vitivinicola in Valdicembra e per Trentodoc Brut Millesimato "For4Neri" 2008 di Zanotelli. Queste le  righe del comunicato stampa ricevuto in redazione dai Cembrani, alla vigilia di una nostra gitarella in quel di Trento, con un titolo forse anche un tantino pretenzioso: " Valle di Cembra, dove nascono tra le migliori bollicine d'Italia" e che avevano fatto pensare al solito tocco di marketing. A dire la verità, dopo aver bevuto e gustato un paio di calici di Opera, giusto ieri a Palazzo Roccabruna, dove è in corso l'ormai imperdibile appuntamento con " Bollicine su Trento", bisogna riconoscere che questi Cembrani non sono così pretenziosi. Pur non potendo dire di conoscere così a fondo tutte le bollicine d'Italia per erigerci a soloni e sentenziare senza tema di smentite su queste bollicine trentine, quali fra le migliori nella sterminata produzione spumantistica italiana,  la freschezza e la nota tutt'altro che omologata, accompagnata da una briosa spuma decisamente vivace, ma subito ben accolta e fatta propria da ogni singola papilla e da ogni angolo del palato, non possono che dare piacevole ragione...








Così pure il non sentire quella troppa comune zuccherina sapidità che identifica molte, forse troppe, bolle trentine doc che abbiamo assaggiato fra le 74 etichette proposte in degustazione, fino al 9 dicembre, nella città del tridente. Insomma saranno anche bravi ed educati bene nell'arte di presentarsi, con intelligenti comunicati stampa ma questi Cembrani, con le loro bollicine sembrano davvero in grado di colpire oltre l'immaginario collettivo. Tanto più che se volevano che dalle loro bottiglie uscisse fuori un'immagine ideale del loro territorio, che segnasse il palato con genuina originalità, andando oltre scontati clichè e déjà vu, bene, fino a qui, hanno fatto. E bene, se ne sono accorti anche gli oltre 100 blasonati esperti del Vinitaly che avrebbero potuto anche largheggiare nei loro riconoscimenti ma che con buona probabilità, non lasciandosi prendere da rapidi entusiasmi, non si sono sbilanciati fino ad arrivare alla medaglia d'oro. Che per il palato di chi vi scrive poteva anche starci. Con buona pace di altre bollicine: di qualità ottimamente in crescita, ma afflitte da quella diffusa impersonalità che non lascia il segno e scorre via fra gli spazi di un tridente, lasciando alle punte il compito di colpire. E in tema di punte, sarebbe irriverente non parlarvi del dosaggio zero di Maso Martis, altre bollicine al 70% di chardonnay, 30% pinot nero, davvero affascinanti e che insieme al riserva Endrizzi, con più pinot e meno chardonnay, valgono il piacere di fare un salto a Trento. Magari potreste divertirvi anche voi nello scegliere chi, fra i tre corni montuosi che danno il nome alla città del buon consiglio, meglio viene racchiuso nelle proprie bottiglie dai vignaioli della trentodoc.