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Agricoltura tecnologica che si mette al servizio della salute dell’uomo

di VinoeCibo
Nov. 9, 2017

L’associazione di giornalisti veneti specializzati in agroambiente e alimentazione visita due eccellenze polesane 

Colture alternativa al tradizionale mais estensivo, prodotti nutraceutici, difese auto-indotte che sostituiscono i pesticidi, progetti solidali per il recupero dei disagi sociali, un agricoltura tecnologica che si mette al servizio della salute dell’uomo e del benessere dell’ambiente.

Sono questi i temi che l’Argav, l’associazione di giornalisti veneti specializzati in agroambiente e alimentazione, ha trattato in Polesine, dove è giunta lunedì scorso, 6 novembre, per svolgere il proprio consiglio direttivo. L’occasione è stata propizia per incontrare due realtà dinamiche e rappresentative dell’agricoltura polesana come la cooperativa agricola Villa Nani di Bagnolo di Po in provicnia di Rovigo e l’agriturismo Valgrande di Runzi, che ha ospitato i lavori della nutrita delegazione.

 

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“Lavoriamo con oltre 600 aziende agricole di varie province e più di 200 associati – ha spiegato il presidente di Villa Nani, Damiano Giacometti, facendo visitare l’agenzia della cooperativa a Canda – Siamo agricoltori noi stessi, che cerchiamo di offrire alle aziende servizi a 360 gradi, in modo personalizzato, per rispondere esattamente alle esigenze, alla struttura, alle capacità produttive e, soprattutto, alla voglia di “fare e innovarsi” di ciascuna di esse. E cerchiamo di evolverci con le esigenze delle imprese agricole”. Così, in 30 anni di vita, la coop Villa Nani ha sommato al tradizionale servizio di raccolta cereali, la vendita di mezzi tecnici e carburante agricolo, contratti preventivi di filiera per la vendita dei prodotti, convenzioni con istituti di credito, commercializzazione di macchine agricole, assistenza e consulenza tecnica agronomica in campo in particolare per la conversione al biologico, che sta avendo un vero e proprio boom, e verso colture cosiddette alternative ai cereali classici (grano e mais), che in realtà sono una felice riscoperta, come farro, orzo, segale, pisello proteico, avena, nocciolo. Seguendo la filosofia del cibo nutraceutico, cioè non solo salubre ma che ha effetti benefici sulla salute, la cooperativa sta “cucendo vestiti su misura”, come dice il direttore commerciale Federico Pasqualini, alle aziende che si trovano in difficoltà per la crisi dei prezzi dei cereali tradizionali: propone nuovi indirizzi colturali che producano per mercati apparentemente piccoli come il gluten free o il benessere. In quest’ottica si sono aperti collegamenti con imprese trasformatrici cui la coop fornisce la materia prima. La stessa Villa Nani ha creato quest’anno un proprio trasformato che sta partendo con la commercializzazione: il Mix Regina, miscela di farine bio di farro macinato a pietra ed orzo. Il problema dell’abuso di pesticidi in agricoltura è già il passato per Villa Nani che, insieme ai soci, pratica la difesa autoindotta: “il trend è trovare mezzi alternativi di difesa della pianta – ha spiegato Pasqualini - . Noi dobbiamo fare in modo che la pianta sia in ottima salute e così potrà difendersi molto meglio da sola contro parassiti e malattie. Quindi va nutrita bene e coltivata in un ambiente sano”.

 

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Ma Villa Nani non parla soltanto di cibo sano che fa bene, ma lo produce e lo promuove. Così è nata la collaborazione con un’azienda che del cibo di origine polesana ha fatto il proprio marchio: l’agriturismo Valgrande di Alberto Faccioli e Monica Bimbatti, che da 10 anni è un esempio in continua evoluzione di agricoltura multifunzionale nella frazione di Runzi. Fattoria didattica certificata dalla Regione Veneto, servizi di ristorazione e pernottamento ed ora fattoria sociale. “Siamo con orgoglio la struttura capofila del progetto ‘Star bene insieme’ con l’Ulss 5 – ha spiegato Monica Bimbatti alla delegazione dell’Argav. – Accogliamo ragazzi con disagio familiare che lavorano manualmente nei nostri laboratori e siamo contenti di contribuire al fatto che queste nuove competenze si trasformino per loro in nuove opportunità di inserimento nel mondo del lavoro”. Il Valgrande è una piccola oasi di pace nella profonda campagna altopolesana, ma è raggiunto da turisti e visitatori di mezza Italia e del mondo, che vanno in cerca di una situazione di benessere personale lontana dalla routine. Qui non c’è solo buona cucina tradizionale servita con garbo e presentata con eleganza, ma una ricerca continua per impieghi nuovi di ingredienti antichi: sperimentazioni con cucina vegana e crudista in serate a tema, attenzione ai possibili usi di prodotti locali nuovi (ha collaborato per la ricetta della farina Mix Regina, sperimentandone la resa negli impasti ad uso pasta e polenta), recupera e rivede ricette dagli archivi degli istituti alberghieri locali.