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Da Firenze A Fiorenzuola Per Trovare La Rovignale

di Annamaria Farina
Ott. 11, 2015

Da Firenze a Fiorenzuola per trovare la Rovignale ,Azienda agrituristica che merita una scheda,La cucina di Elisabetta

La cucina di Elisabetta

Che storia è quella di oggi? Quella dell'Azienda Agrituristico Venatoria Rovignale. Da dove inizia la storia? Inizia da qui: giovedì 8 ottobre la presentazione della Guida de L'Espresso dei ristoranti d'Italia 2016 mi porta a Firenze per una giornata piena di grandi nomi del panorama della cucina italiana con personaggi confermati, emergenti, attività blasonate e meno note ma promettenti. Sfogliando le pagine della guida, regione per regione, città per città mi soffermo sui trafiletti chiamati "e inoltre" ...curioso questo "e inoltre": qui sono segnalati i locali delle grandi città e dei centri più importanti degni di menzione ma non di una scheda.
Bene, dopo aver cenato qui, se dovessi redigere la "Guida Annina Ristoranti d'Italia" io una scheda all'Azienda Agrituristico Venatoria Rovignale la dedicherei!!
Giungo a Firenzuola (70 km da Firenze) su consiglio di amici della zona, giustappunto per conoscere Elisabetta, 14 settembre 1957, originaria di un territorio collocato sul limitar fra Toscana ed Emilia Romagna, fra colli e boschi dove si perdono i confini e dove la cucina ha ben radicate nella terra e nel contesto le proprie tradizioni.

La cucina di Elisabetta

Le scuole di nonna e mamma

Dopo un trasferimento che l'ha portata per ben 20 anni a Firenze a condurre una vita cittadina, torna "a casa" dove l'attende un impiego part time che produce scarsa soddisfazione personale e professionale. Fino a quando circa tre anni fa approfittando di uno spazio lasciato libero da una precedente attività di ristoro Elisabetta si dice "....dai proviamo!! È stato un salto nel buio: un po' di incoscienza, un po' di coraggio..."
La cucina di mamma e di nonna che diventano le sue basi e le sue fonti d'ispirazione, l'impegno giornaliero e la voglia di riuscire in qualcosa di creativo e che fosse in grado di far star bene, una spesa che personalmente l'attende quotidianamente, anche due volte al giorno, non ci sono fornitori che vanno da lei, Elisabetta si sposta per cercare il prodotto fresco e quello che incontra la sua voglia di fare della giornata ...e via così!

La tradizione toscana al limite dell'emiliana

E dopo tre anni di "prova" ecco che arrivano le soddisfazioni, quelle belle! Quelle che ti fanno rivedere la gente che torna: torna da sola, torna con amici e questi a loro volta tornano con i propri di amici ...una catena che collega nel segno del buongusto per la tavola, per i sapori di un tempo con i piatti schietti e sinceri, con la consapevolezza che un sorriso da parte di chi porta al tavolo i propri piatti può essere un ingrediente altrettanto fondamentale per la riuscita e l'apprezzamento della pietanza che si sta per consumare.

E quali sono questi piatti?
Sono piatti tipici della tradizione toscana: una cucina prevalentemente basata sulla carne, ma anche tante verdure. Non mancano in apertura i crostini toscani, un delizioso Prosciutto Bazzone con fichi, un carpaccio di pere e pecorino e i Coccoli, una pasta di pane leggermente più morbida fritta e servita calda e soffice.
Arrivano a seguire la classica Ribollita, dei Passatelli in brodo che si fanno forza con il supporto di un primo tartufo bianco della zona, e poi gli Strapponi: li ordino solo per il nome ...e perché Elisabetta mi spiega che si possono trovare solo e solamente lì, a Firenzuola. Arrivano con un ragù di salsiccia e funghi secchi: direi proprio golosi! Non posso paragonarli ad altri perché mai mangiati fino ad ora, quindi il "ben fatto" è il mio palato a giudicarlo, ed io di lui mi fido: è ben allenato, oltre ad essere parecchio esigente!

La tradizione toscana al limite dell'emiliana

Il cibo crudo è natura, quello cotto cultura

Come secondo la scelta cade sul tipico fritto toscano (pollo, coniglio e verdure) al quale lei aggiunge della trippa.
In conclusione una bavarese ai frutti rossi, e il rito finale: le zollette di zucchero in alcool aromatizzato al ginger, liquirizia, caffè, anice, rabarbaro, ginepro ed altri.
Un ambiente raccolto, circa trenta coperti, semplice ed accogliente, qualche vecchio oggetto, un mazzo di vecchie chiavi appeso al muro, delle stoviglie che sembrano uscire da una vecchia piattaia, una targa che riporta una bellissima citazione di
Claude Lévi-Strauss "il cibo crudo è natura, quello cotto cultura".
Fra i sogni di Elisabetta: poter continuare a fare quello che ama, la sua cucina, e in maniera più ambiziosa poter portare la cucina toscana all'estero partecipando a qualche evento o serata fuori dal territorio nazionale per far apprezzare piatti carichi di gusto e storia centenaria.

www.rovignale.it/ristorante.php

Il cibo crudo è natura, quello cotto cultura