Olio Capitale fa il pieno di aziende agricole pugliesi

di Leonardo Felician
Marzo 12, 2018

La Puglia protagonista nel consuntivo della 12 edizione di Olio Capitale

Si è conclusa con 12.000 visitatori, in linea con l’edizione precedente e oltre 280 presenze al giorno nella Scuola di Cucina la dodicesima edizione di Olio Capitale che a Trieste si è riconfermata punto d’incontro e di confronto per l’Italia olivicola. E’ aumentata la presenza sia di visitatori professionali che di visitatori provenienti da fuori regione, con un più consistente interesse dall’Austria e dal Veneto.

 

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La Puglia, primo produttore italiano di olio, è stata la regione più rappresentata con numerose aziende: dalla provincia di Bari l’Azienda Agricola De Palma di Modugno ha presentato monocultivar di coratina e di peranzana, nonché il presidio slow food della mandorla sgusciata di Toritto della cultivar Filippo Cea. A Giovinazzo si trova invece la sede operativa delle Tre Colonne di Salvatore Stallone, un’azienda spesso presente a fiere ed esposizioni in Italia e all’estero, pluripremiata in numerosi concorsi.

 

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L’Olio Intini con punto vendita ad Alberobello e consegna a domicilio in tutta Italia coltiva numerose varietà tra cui la cima di Mola, una cultivar rara e per intenditori dal sentore di erba e di carciofo, raccolta a mano a inizio ottobre con resa al 6 percento e alto contenuto di polifenoli.

 

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Risalendo più a nord si arriva ad Andria, una delle città maggiormente vocate alla coltivazione dell’ulivo: da qui proviene l’Azienda Agricola Fusiello Nicola, da anni presenza costante alla manifestazione triestina. Nella stessa città si trova Tesoro di Puglia, un’azienda i commercializzazione di olio e di numerosi prodotti alimentari tipici della regione come vini, conserve, taralli, confetture di ciliegia e di altra frutta, pasticceria, prodotti da forno tutti disponibili in vendita per corrispondenza. L’Azienda Agricola Novalis di San Severo in provincia di Foggia infine ha dato il nome Ducalis al proprio monovarietale di peranzana in onore della storia di Raimondo di Sangro che introdusse questa coltivazione dalla Provenza.

 

 

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