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Nella terra dei due mari

di Angela Merolla
Ago. 14, 2017

Statti, una tenuta a vocazione agricola dal 1700

Il canto estivo delle cicale, accompagna lungo iI grande viale che attraversa l’estesa piantagione di ulivi, offre il miglior benvenuto di cui si può godere entrando nella calabrese Tenuta Statti. Sono alberi secolari, che dal 1700 raccontano le origini di questa antica tenuta, che grazie alla volontà della famiglia dei Baroni Statti, di generazione in generazione, ha conservato la propensione agricola del territorio.

 

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Sono 300 ettari ad uliveto, ben 30 mila piante della varietà Carolea; dal belvedere della tenuta si scorge la collina di oltre 100 ettari vitati a vitigni locali calabresi ed alcuni alloctoni, impiantati comunque da decenni; l’agrumeto esclusivamente a Clementine occupa circa 50 ettari, concludendo con un’ampia estensione a seminativi. La tenuta Statti nel rispetto della natura, gestisce l’azienda agricola con la lotta integrata e in parte con il biologico; la zootecnica completa le attività, con un allevamento di vacche di razza Bruna Alpina e Frisona, destinato alla produzione di latte e di carne.

 

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Il contesto raffinato e al tempo stesso bucolico nel recupero di vecchie cascine, si lascia apprezzare ancor più per l’impegno atto ad adottare sistemi per la produzione energetica, con l’utilizzo delle biomasse,sistemi fotovoltaici e persino piccoli impianti eolici. Tenuta Statti si estende sulla Piana di Lamezia Terme, superficie definita “Terra dei due mari” perché bagnata dallo Ionio da una parte e dall’altra dal Tirreno; area privilegiata in quanto ogni coltura gode dei benefici del vento proveniente dai mari e delle forti escursioni termiche per la presenza delle alture.

 

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Un terroir particolare dove le locali viti di Greco Bianco e Mantonico, danno uve per vini bianchi eleganti, riservando ai rossi, da Gaglioppo, Greco Nero e Magliocco, una ricchezza di profumi e una piacevole rotondità al gusto. La produzione annua supera le 500.000 bottiglie; spumanti da Metodo Classico, vini fermi da blend, ma anche da monovitigno come il “Batassarro” l’espressione mascolina, quanto morbida di una terra calda quale la Calabria. Uve Gaglioppo 100% con sosta in legno per 18 mesi e in bottiglia 12 mesi, danno a questo vino una struttura importante coadiuvata da un interessante bagaglio olfattivo, pienezza e soddisfacente persistenza al gusto. Il sorso del “Batassarro” arriva dopo l’assolata passeggiata in azienda, tra il canto delle cicale e il profumo dei frutti in via di maturazione che rimembrano l’estate calabrese; un momento d’intensa emozione sensoriale.

 

www.statti.com

 

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